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– Ultimi giorni per depositare il proprio sito. Previste multe fino a 1500 euro (08.11.04)
Una delle normative più contestate voluta dal ministero dei Beni pubblici di Giuliano Urbani e approvata dal Parlamento, quella sul deposito obbligatorio dei documenti anche telematici, rimane, a quasi sei mesi dalla sua entrata in vigore, priva di uno strumento essenziale per divenire efficace: il regolamento attuativo. Essenziale, perché così com'è la legge prevede la registrazione obbligatoria della Internet italiana presso le biblioteche nazionali.
Entrata in vigore il 12 maggio di quest'anno, la 106/04 dispone la redazione del regolamento attuativo entro sei mesi da quella data, vale a dire tra pochi giorni. Solo il regolamento potrà completare la legge, superando i buchi neri introdotti dalla normativa (vedi: "Il deposito legale e la comunità virtuale"), che mette nel calderone i documenti prodotti su supporto informatico e quelli diffusi su rete informatica. Questi, proprio come libri, atlanti, manifesti e stampe varie, vanno consegnati entro 60 giorni dalla produzione alle Biblioteche centrali.
L'assurdità di una tale normativa è balzata agli occhi di tutti i commentatori fin dalla prima approvazione. Il testo, così come appare scritto, infatti, impone a chiunque diffonda un non meglio precisato "documento" su Internet, di riprodurlo e depositarlo entro 60 giorni dalla sua produzione. Documento che può essere costituito da una immagine su un sito, da una pagina del sito stesso, da un sito nuovo, da una newsletter trasmessa via email e ovviamente da qualsiasi altro oggetto elettronico che possa essere considerato "documento" scambiato e pubblicato in rete con qualsiasi mezzo. C'è persino chi fa riferimento a questa legge e a quella Urbani per spiegare la sospensione del proprio sito: troppo difficile eseguire quanto richiesto, troppo pesanti le sanzioni. Una "mossa" decisamente frettolosa, quantomeno perché senza regolamento la legge non è efficace.
La 106/04, voluta dal ministro Giuliano Urbani e approvata dal Parlamento lo scorso aprile solo dopo ampie modifiche in commissione, prevede sanzioni economiche "fino ad un massimo di 1500 euro" per coloro che non depositano i propri "documenti" nei termini previsti.
In altri paesi, come nel Regno Unito e negli Stati Uniti, la conservazione delle "edizioni digitali", a cominciare dai siti web, è oggi oggetto di piattaforme sperimentali che catturano in rete il catturabile (si pensi all'Internet Archive) in modo autonomo e certamente senza la pretesa di riuscire a conservare... tutto. Soprattutto, senza prevedere obblighi di legge e sanzioni per chi pubblica documenti in rete.
– E-government superstar in Europa (19.09.04)
Idc conferma l'interesse verso il governo elettronico nell'Europa Occidentale dove le spese nel settore sono destinate ad aumentare.
Nei prossimi anni le spese nell'e-government registrano secondo Idc previsioni di crescita nei principali cinque Paesi del Vecchio Continente. Francia, Germania, Spagna, Italia e Gran Bretagna non disdegnano affatto le tecnologie e il know how nel settore del governo digitale. Lo affema Idc che nella ricerca ha inoltre sottolineato che il governo britannico ha investito 828 milioni di dollari nel 2004 ma è previsto un aumento di spesa fino a 1,2 miliardi di dollari nel 2008. DeutschlandOnline e Information Society 2006 prevedono poi spese pari a 985 milioni di dollari in Germania, che potranno salire a 1,4 miliardi di dollari nel 2008. Il governo italiano parte da cifre più modeste, di 371 milioni di dollari nel 2004, che arriveranno a 520 milioni nel 2008. Sotto la media è invece la Spagna che aumenterà il budget dedicato all'e-government da 200 milioni di dollari quest'anno per raggiungere la quota di 300 milioni nel 2008. Infine la Francia, con il suo programma Adele, ha in programma nel 2004 una spesa di 980 milioni di dollari, destinata a salire nel 2008 a 1,3 miliardi.
